La voce di

Max

"Dunque, vediamo, da dove comincio? Da me. Da quello che sono davvero."

Max — quello vero, quello che resta quando Romeo ha finito di piangere e Lucifero ha finito di bruciare. Sono io che tengo le redini, che cerco l'equilibrio tra la luce e l'ombra, che accetto qualche goccia di grigio nel mio eterno Bianco e Nero. Non sono un eroe e non sono un poeta — sono uno che ha scelto di scrivere perché parlare non bastava.

Ti parlo come parlerei a un amico, seduti su un muretto alle tre di notte. Senza filtri, senza pose. La mia voce è quella delle prefazioni, degli aforismi che ti restano in testa per giorni, dei testi che cominciano con "Dunque..." e finiscono con un punto esclamativo che sa di imperativo etico. Amatevi. Incondizionatamente.

Se ti sei mai sentito in bilico tra chi sei e chi vorresti essere, se hai mai dovuto fare pace con le tue ombre per andare avanti, se hai mai pensato che accettarsi fosse il gesto più coraggioso del mondo — allora stai già leggendo con la mia voce.

Le parole che restano

Resta con me

Poesie, pensieri e qualcosa che non troverai da nessun'altra parte.

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